mercoledì 15 marzo 2017

TERRIBLE THREE

Care mamme ...
si parla tanto di terrible two...
 ma..vogliamo parlare dei terrible three ?
Di solito si parla dei terribili 2 anni , ma i tre anni non scherzano!!
Mio figlio prima era un angioletto , era vivace si.... , ma non come ora!
Già dai 2 anni in verità è cambiato , ma era solo cresciuto , parlava tanto e faceva le solite buffe marachelle..ma adesso sembra un adolescente !:)
Ho letto da qualche parte che i 3 anni sono un po' come una preadolescenza ,scoprono nuove cose , sono più' indipendenti , aggiungo ....hanno sbalzi d'umore , a volte mi dice : " mamma sei la mia migliore amica " ...e dopo mi dice : " vattene ! sei cattiva!!"


 anche se è vero che prima era abituato a stare prettamente in casa con me , invece da settembre va all'asilo, ed è a contatto anche con altri bambini. All'inzio piangeva , ma poi una volta da solo si calmava e si divertiva anche, prima era anche un po' più' solitario...
ma di natura è anche un po' diffidente , per legarsi a qualcuno ci mette un po'!( ha preso da mamma)
Adesso invece non fa altro che nominare i compagnetti ,ma è molto possessivo , soprattutto con i giocattoli, i suoi non li vuole toccati , ma quelli degli altri li deve prendere per forza,
gli atteggiamenti che davvero non mi piacciono sono i suoi momenti di aggressività ...
Spesso quando gli viene detto un NO , reagisce male , o scoppia a piangere oppure si mette a gridare e se ne va...
La cosa peggiore è quando lancia i giocattoli , essendo piccolo non si rende conto che può' fare male ..
Vorrei trovare il modo giusto per reguardirlo , io sarei per la severità, ma non è sempre la strada giusta ..
A proposito di ciò , in questo momento sto leggendo (la sera) il libro "il metodo danese per crescere figli felici " non l'ho ancora finito ,ma ci sono alcuni spunti da prendere ..


Spesso la gente mi dice che non si possono leggere libri sull'educazione dei figli , perché nessuno ti può' insegnare come fare ...ma secondo me è anche giusto informarsi e conoscere  dei punti di vista diversi dal nostro ...
ecco alcuni punti del libro, davvero interessanti  :



  • Play -gioco


Fondamentalmente spiega che noi genitori a volte siamo troppo ansiosi di organizzare e programmare la vita dei nostri figli ,soprattutto per quanto riguarda le attività da svolgere ,proviamo piacere nel dire che nostro figlio fa più' attività possibili ,come se fosse più' intelligente degli altri ,ma tutto ciò' può' dare ansia ai nostri figli,e sarebbe meglio fare in modo di farli giocare liberamente ,infatti i danesi ,credono che i bambini abbiano bisogno dei propri spazi e di fiducia per arrivare a padroneggiare le cose da soli, per creare la propria autostima.




  • Authenticity-autenticità


Per i danesi , l'autenticità inizia con la comprensione delle nostre emozioni .Se insegniamo ai nostri figli a riconoscere ed accettare i loro sentimenti autentici ,buoni o cattivi che siano ,e ad agire in modo coerente con i loro valori ,le proprie sfide ,sapranno che hanno agito secondo quel che ritengono giusto ,sapranno come riconoscere i propri limiti e rispettarli.L'onestà emotiva...

 non la perfezione... è ciò che i bambini hanno bisogno di ricevere dai propri genitori !
Un'altra cosa su cui si focalizzano è di non lodare troppo i nostri figli , perché questo non li aiuta molto , non fa sviluppare in loro la voglia di migliorarsi ...



  • Ristrutturazione


Cioè la capacità di ristrutturare una situazione stressante .

Bisogna avere un ottimismo realistico,che è diverso dall'ottimismo esagerato ,
è rischioso costringersi a credere che tutto sia fantastico ,è un'auto illusione , bisogna restare in contatto con la realtà ma concentrarsi sulle prospettive più' positive.
L'adulto aiuta il bambino a vedere le situazioni da una prospettiva diversa e li porta a concentrarsi sui sui risultati o conclusioni meno negativi.
ad esempio:  se diciamo dei nostri figli : " E' proprio egoista "
 questa affermazione li porterà ad identificarsi con essa ,e accade più' spesso di quanto pensiamo ..
Cercate di eliminare il linguaggio bianco o nero , sintetico , giudicate di meno e accettate di più' , e vi ritroverete ad affrontare meno occasioni in cui fare il braccio di ferro con i vostri figli
bisogna separare le azioni dalla persona ,invece di dire " è pigro " potete dire : " soffre di pigrizia" è un approccio molto diverso che non etichetta il bambino.
Fate domande per aiutarli ad identificare le loro intenzioni e le intenzioni degli altri  ,in modo che possano capire come cavarsela da soli nelle situazioni difficili.


Sono arrivata soltanto a metà del libro , però posso dire che si nota l'approccio nordico , meno ansioso rispetto al nostro , ma devo dire che è interessante e aiuta a prendere le cose con una prospettiva diversa , ci fa vedere la situazione dell'esterno , a volte quando siamo troppo coinvolti non riusciamo a vedere le cose nel modo giusto .

Questo non è un metodo assoluto o perfetto
ma si può imparare da tutto !
Ditemi se anche voi avete letto questo libro o lo state leggendo , e se vi va commentate.
Magari appena lo finisco vi darò le mie impressioni finali !
Un bacio e a presto .